Un invito – Tullia Ferrero

“Diario tessile”, è un argomento interessante e proprio per questo vorrei sollecitare l’attenzione di tutte: amiche, non più amiche, amichevoli, disponibili ma fino a un certo punto; quelle che ormai so tutto, lo insegno e non ho più bisogno di nessuno; quelle che hanno imparato, grazie alla generosità di persone che non si faranno mai chiamare ‘maestre’ perché conoscono e sanno chi sono codeste; quelle che viaggiano sempre in superficie e non osano (oh il tempo, il denaro…le distanze …), quelle che non hanno alcun interesse in quello che fanno gli altri; quelle che sono pigre e pensano di non dover imparare più niente; quelle che lo stare insieme è solo scherzare e sminuire il lavoro delle altre; quelle che tutto quello che hanno imparato è privo di vita, di storia; donne, donne, a volte sciocche senza accorgersene perché quello che ci fa restare in vita è un interesse comune, una passione, un’espressione di noi stesse, unica, lontana nel tempo che continua ancora oggi ad affascinarci. Allora perché fermarsi? Ritroviamo lo spazio comune. Bando a questo astio serpeggiante che fa male a tutte. Le nostre energie migliori vanno ritrovate, immesse in un cammino comune. Se non teniamo i contatti tra noi e ci disperdiamo in tanti rivoli che non portano a nulla, chi siamo? Eterna domanda e dove andiamo? Scusate il paragone: come in politica anche in questo vale la partecipazione, un’azione comune. Ci saranno molti pareri discordanti o contrari, ma varrebbe la pena di ascoltarli e vedere quanto siamo vicinie, senza saperlo. Vorrei che nessuna di noi fosse ‘banale’, non ne abbiamo bisogno.
A tutti e tutte, vediamoci e parliamo anche di questo seguendo le immagini divertenti e meravigliose che la fantasia delle altre, in tutto il mondo, crea. Possiamo imitare o inventare una nostra via, tutta personale. A questo serve una Scuola, una senza ‘maestre’, che vorrebbero imparare anche loro. Uno stimolo a pensare e fantasticare, a guardarsi intorno, vicino o più lontano.
Io sostengo con forza la validità di una Scuola, e quella fondata da quattro di noi, nonostante tutto, resta la prova valida di un progetto per tutte, al quale dare sostegno, aiuto e collaborazione.
Vi invito, anche se la mia voce non è autorevole, ma qualcosa in questi anni ho dato a questo mondo che amo, a partecipare. Scrivete, conoscete tutti gli indirizzi, fateci sapere se possiamo contare in un futuro per il Patch-quilt a Roma, se non abbiamo perso un appuntamento importante, non chiudete nessuna porta, anzi apritene di più. Lo so è un momento difficile, per molte ragioni per tutti. Siamo donne e resistenti. Continuiamo perché qualcosa da amare nella vita è necessario.
Tullia 23 aprile 2018