QUILT ITALIA WEEKEND RICCIONE 2019 “diario leggero e molto personale”

Riccione 31 gennaio/3 febbraio 2019: Assemblea annuale Quilt Italia, Associazione Nazionale Italiana di Patchwork, Quilting e Lavori d’Ago

Febbraio, “… mare d’inverno è cosa da morire…”, veramente quella vecchia canzone parla del sole. La riviera adriatica m’è venuta incontro umida e calda.
Piove, ma non ti puoi arrabbiare con nessuno. Ci sono però gli incontri in treno, fortuiti e fortunosi che ti riconciliano col tuo mondo. È l’ora di pranzo, Riccione è deserta,il tassista è simpatico, intorno solo acqua: una manna per la mia gamba. Entro nell’ Hotel Mediterraneo, tutto bianco e blu, e solo dopo pochi minuti strapiombo (la Crusca mi perdoni) dentro un mondo dove gli antidoti non servono. È questo quello che mi aspettavo e che volevo? Niente punto di domanda.

Mi sembra di essere a casa di sapere tutto, di conoscere tutti; visi sconosciuti e dimenticati, non ricordo il tuo nome ma ti saluto come se ti conoscessi da sempre.

C’è la magica stanza delle stoffe? Sì. Ci si sta come dentro l’antro delle “sirene”, un richiamo irresistibile. Abbiamo tutto ma qualcosa ci manca sempre e ci affascina: un colore, un disegno che evoca altro, un desiderio.

Si comincia, bisogna occupare il tempo, non solo perdersi in chiacchiere, applicarsi e allora ho fatto la scelta più facile, che poi alla risulta non è facile per niente.

Ci sono ben sedici corsi per tutti i gusti e livelli, per non dire quello principale della stilista ospite, Isabelle Wiessller, francese di Parigi che vive in Germania. È giovane, innovativa, il suo stile sa molto di pittorico impressionista. Usa la manipolazione delle stoffe e tanto trapunto dopo, alla fine. Sembra semplice ma lo sappiamo che non è così. Un dato importante: è simpatica e modesta, ma potrei dire che questo è sempre un dato saliente delle Artiste con l’a maiuscola.

Ha tenuto un interessante corso, purtroppo poco affollato, di rappresentazione con le stoffe della corteccia degli alberi.

Mi offro come assistente a Daniela Calebich che mi accetta volentieri e con la quale scoprirò di avere molto in comune, forse diventeremo amiche, e non solo perché coetanee. Ha una classe numerosa:fa tutto a mano, stile giapponese. Torno ai primordi: così ho cominciato, così abbiamo cominciato, credo tutte, per poi passare ad attrezzarci tecnologicamente e ad amare le macchine da cucire.

Prima serata conviviale, si cena tutte insieme, grandi tavoli rotondi, i soffitti bassi della sala da pranzo fanno rimbombare le voci e c’è un gran chiasso.

Dopocena culturale, Isabelle Viesslier presenta il suo lavoro con molta grazia e passione.

Di seguito i DAMSS, Daniela Arnoldi e Marco Sarzi Sartori, illustrano le loro esperienze artistiche, che sono infinite e sempre “in progress”. Maestri della “Fiber art” mettono insieme la tradizione, lo studio del colore e della materia, sempre in lotta con il tempo che oggi fai qualcosa che domani è già vecchia o si può fare in centomila altri modi.

Perché la creatività è di tutti. Quanto amo il loro approccio sempre entusiasta! Tecnologia e ricerca, infinita, insomma modernità e senso del presente con solide radici piantate nel passato.

Mi dispiace, non ho assistito allo “show & tell” quindi non ne parlo, ma so dalle foto che se ne sono viste delle “belle” nel senso di bei lavori.

Il giorno dopo è sabato, e piove ancora.

Mi metto al lavoro, in effetti si ricama, io ricamo, ci provo sotto la guida di Roberta Moretti: paesaggio nordico, betulle e neve. Effetto plastico, piccolo quadretto con sbuffi di pittura, lei Robbi, come la chiamano affettuosamente tutti, si aggira fluttuante e veloce, le mancano soltanto le piccole alida fatina; una sperimentatrice, cerca nuove vie per il ricamo e le ha trovate.

Cena di gala con grande torta e auguri. Parlo per me, ma siamo tutte un po’ stremate.

Le insegnanti che hanno prestato la loro opera nelle classi sono state numerose e mi piace ricordarle tutte, oltre le due che ho già menzionato:  Benedetta Cantoni, Silvana Damiani, Gianna Valli e Ada Patrizi, Virginia Meazzi, Sabina Moretti, Francesca Miglierina, Mariella Andreotti, Ulla Andreasson, Anna Maria Turchi, Mariuccia Arnoldo, Enrica Schiaretti e Marzia Perotti e Ad Maiora (sulla presentazione non ‘è un nome).C’erano altre volontarie che sedute in salotto impartivano consigli e fornivano,a gentile richiesta dimostrazioni del loro lavoro. Dappertutto un fermento creativo

Serata di festa-banchetto e finalmente la lotteria; tutte abbiamo comperato i biglietti, dicono cinquecento che ben arrotolati sono andati a finire in un grande vaso trasparente.Si vince, qualcuna più delle altre. Chi estrae è un marito ma non serve a far vincere qualcosa alla sua signora.

La consegna dei premi, da parte di due volontarie del direttivomi è sembrata un po’ faticosa, il lungo corridoio che divide la platea è stato percorsoin velocità non so quante volte, perché i premi, premietti e premioni erano davvero tanti.

Domenica, si torna a casa ma prima Assemblea. L’atmosfera è sempre la solita, la maggioranza vorrebbe un andamento da routine, senza scalini e polemiche più o meno ruvide e una breve durata. Qui viene fuori tutta l’anima di Quilt Italia. Quello che avviene, contestazioni, richieste di modernità, di ricambio, vengono rintuzzate con garbo.

Innovazione, guardare lontano, adattarsi ai tempi, quanta fatica, dategli tempo! Ma quanto ancora?  Penso fra me e me.

Come dicono le francesi, les magazins en ligne, vanno alla grande e così anche al di là del nostro Continente. Ho avuto la sensazione di un piccolo muro da abbattere,di un ritardo unito ad una grande fatica, troppa che non si bilancia solo un po’ d’affetto, né si ripaga.

“Basta guardarsi l’ombelico! Il futuro non sta alle porte ma è già qui dentro”. Esprimo un mio pensiero, me lo permetto data l’età e lo sforzo che faccio tutti i giorni per adeguarmi al nuovo che avanza.”

Ma un’ultima cosa ho da dire:c’è qualcosa che non posso condividere.Il silenzio, non porre in evidenza iniziative esterne, sempre di iscritte; vedi Progetto Migranti oppure Arte Morbida, con i loro ricchi contenuti e nobili scopi.Non una parola durante “Quilt Italia we”. Ne potrei aggiungere altri.

Stanchezza? Per cosa? Sono stati per me tre giorni ricchi, pieni di spunti in ambito artistico ed umano insuperabili. Torno a casa con qualche idea in più, buon per me e per chiunque voglia frequentare la nostra Scuola o passare per vedere di che cosa si tratta. Siete tutte invitate.

I saluti finali prima del treno sono come sempre pieni di promesse che sappiamo che non riusciremo a mantenere.

Posto alcune delle mie foto a corredo, le vedete nell’articolo, poca cosa, esistono online tante foto e dei veri filmati, alcune delle quali pubblichiamo di seguito,  su gentile concessione di Maria Teresa Sansotta che ringraziamo: grazie Maria Teresa!