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L’ ARTE MORBIDA – Tullia Ferrero

Vorrei entrare con voi nella Mostra appena conclusasi per vedere o rivedere opere, artisti, che ci hanno accompagnato per quattro giorni lungo tutta la durata dell’evento.

La Galleria “Domus Romana” in via delle 4 Fontane 113, ci ha generosamente ospitate, abbiamo avuto spazio, gentilezza e accoglienza ottima, li ringraziamo.

Se dovessimo fare ringraziamenti a tutti non finiremmo più ma lo vogliamo fare per tutte le amiche che ci hanno visitato e contribuito ad un successo insperato, ringraziamo anche chi non è venuto a trovarci, offriamo questo resoconto dell’evento perché possano comunque partecipare alla nostra gioia.

Ma veniamo alla Mostra. questa volta volevamo presentare l’ARTQUILT, che consideriamo un po’ assente o quasi sconosciuta. Noi che amiamo la tradizione non possiamo fare a meno di tenere conto di quanto l’Arte Moderna, senza vincoli, assolutamente libera faccia bene all’Arte del Quilt e non ci nascondiamo però che se non ci fosse la tradizione non avremmo assolutamente evoluzione e cambiamenti, insomma idee.

Il colpo d’occhio dell’entrata, dopo aver percorso un breve tratto di un bellissimo cortile decorato al centro da una fontana con arco spezzato, una palma altissima che si eleva fino al cielo e piante, panchine e tavolini, ci avremmo passato i nostri tempi di riposo insieme a spuntini.

Una piccola discesa e l’occhio già si sentiva appagato da una visione, la sensazione di essere dentro un mondo noto, un lampo di meraviglia e per noi che amiamo il quilt la sensazione di fare parte di qualcosa di bello.

La Mostra è stata allestita con la solita sobria eleganza dentro l’antica Biblioteca del Convento, adesso Albergo. Tre ballatoi concentrici si susseguivano congiunti da una scala a chiocciola suggestiva, legno e ferro grigio argento facevano contrasto con i meravigliosi colori dei quilt.

Il primo a salutarci con aria spavalda, ma ne ha di motivi per farlo, il “Pellicano” di Fortunato Depero, pittore italiano futurista e imaginifico, una perfetta riproduzione tutta in seta realizzata da Simonetta Zoppi, un’accurata ricerca di colori e un trapunto da artista. Stava ad annunciare le sorprese della Galleria.

Subito l’occhio si poggiava su “Perusia” un arazzo di Annamaria Brenti, la città di Perugia poggiata sul suo colle e allietata dalla musica di Orfeo che domava le belve, un grande lavoro, tutto a mano, perfetto come ormai Annamaria ci ha abituato.

Un lato intero dedicato a due artiste Americane, Katie Pasquini con lavori surreali, colori forti e fascinazioni, tre lavori pieni di forza. Vicino a lei quattro Quilt di Sheila Frampton Cooper, la nostra ospite più importante. E’ stata con noi, i suoi corsi sono stati affollatissimi, ha comunicato passione per il suo lavoro, ce lo ha illustrato comunicando la sua gioia di essere a Roma e con un pubblico di quilter esperte e appassionate.

Parlerò solo di un suo quilt. Colori profusi per un “log cabin” rivisitato. Fascinoso attaccamento al passato, una rivisitazione di un tema antico, tradizionale che nel tempo non ha perso importanza. Certo i suoi tronchi non sono regolari, ma li riconosci. Gli altri suoi quilt, un trionfo di curve e di colori, il suo modo di tagliare e unire le curve, graduare le sfumature ha affascinato, lo posso dire, tutte le allieve.

Al centro del pianoterra un pianoforte. Durante l’inaugurazione la pianista, Angela D’Agostini ci ha intrattenuto   suonando Mozart e Shubert. Sul pianoforte avevamo disteso un Quilt di Tullia Ferrero, tradizionale, ancora da trapuntare,c’erano tutti gli attrezzi per farlo : telaio, fili e aghi. Un disegno antico, “Pine trees” volevamo mostrare in che cosa consiste il lavoro del Quilting, per tutti quelli che ne volevano saperne di più.

Musicale anche il lavoro di Laura di Cera dove la Musica assume un colore antico, rispettoso e ironico:“Le Compositeur”: il colore delle note invenzione   straordinaria.

Si sale non senza prima aver ammirato il paziente, delicatissimo lavoro di Rita Frizzera, un’artista che si guarda allo specchio e riconosce il passare del tempo nei suoi capelli li riproduce con diagonali di fili, con fantasia e colori preziosi: con tanta leggerezza.

Vicino a lei Verena Giavelli, diremo un’avanguardia della sperimentazione, uso di materiali diversi, innovativi per la sua “Collisione”, astrofisica?

I 22 Arcani maggiori dei tarocchi, una proposta di Simone Forlani, presente anche con due suoi quilt, ha raccolto le più brave a rappresentarli realizzando 22 splendidi lavori. Erano esposti tutti in fila numerica al terzo livello, un po’ di mistero e sorpresa.

Al primo piano le Ospiti, le ringraziamo tutte.

4 città descritte con il suo stile preciso, architettonico, bianco e nero, cupole obelischi, Bella Italia, Laura Armiraglio.

Due lavori che evocano i telai, la tessitura, la tradizione della meravigliosa tappezzeria italiana: Teresa Gai, aggiungeintrecci di colore e stoffe preziose.

Laura Franci, i suoi fiori in dettagli: “L’Ibisco”, “Il fiore di cappero” un incanto di colori tenui, come in un vecchio libro di botanica, poesia.

Paola Barani con un lavoro diverso dal solito. Non più i “coriandoli” con i paesaggi giapponesi ma il mare, le sirene abitatrici del mare e la flora marina dettagliata con colori nitidi e un trapunto splendido.

Ancora Giappone ci viene incontro dal quilt di Simonetta Marini, un grande pittore si incontra con l’abilità e la perizia nel riprodurre l’immagine di un albero che drammaticamente si contorce verso il cielo, ma è coperto di foglie e fiori.

Un altro albero, “Albero della vita” di Nicola Bolida, pieno di curve che si muove e porta sui rami doni.

Pia Puonti, i suoi colori vanno in India: seta e cotoni sgargianti uguale “Indira”, un occhio amoroso verso l’Oriente.

“La pioggia del Nord Est” lo stile di Anita Normani e il colori chiari di “Bassa Marea”, piccoli quilt inconfondibili, poetici chiaroscuri. Accanto Maria Luisa Comand spregiudicata e pop con la riproduzione di un famoso manifesto di Micky Jagger e l’arcano II delle Quiltomanti, La Papessa.

Fiori, fiori su fondo nero per il quilt di Luca Zagliani, a rappresentare un volto, un corpo che si espande.

Fine modulo

“Tango” di Emanuela D’Amico, una passione che ritorna, con i dettagli dei passi, i corpi avvinghiati, molto ammirato.

Carla Beretta con “Cinema Festival”, colori splendenti, la pellicola cinematografica, manca solo il sonoro.

Maria Rosaria Roseo con “Hourglass”, linee e colori marcati per un quilt di stile contemporaneo.

Ancora Musica con “Divina”: Maria Callas rivisitata secondo lo stile di Andy Wharol da Tullia Ferrero.

E, dulcis in fundo, i DAMSS, Daniela Arnoldi e Marco Sarzi Sartori. Sappiamo bene chi sono e li ammiriamo da sempre. Questa volta sono stati con noi in carne ed ossa. E’ stata una scoperta eccitante. Due persone unite nell’arte e nella vita, una simbiosi creativa. Hanno generosamente, con la loro lezione di una sola giornata, regalato i loro segreti: ci hanno regalato foglie, rami, trasformazione delle stoffe col calore, un procedimento inventato da loro. Riciclo, riuso non si butta niente (è un principio del patchwork,no?) di tutto il materiale tessile al quale loro aggiungono una visuale artistica unica.

“Lagoon” due immagini di un canale di Venezia, di giorno e di notte. Una sorpresa da vicino, da lontano un risultato visivo sorprendente. Mi dilungo, scusatemi, ma ci hanno entusiasmato anche per la loro affabilità, sono stati quattro giorni insieme a noi e ci hanno consentito di conoscerli abbastanza.

Ci verranno a trovare il prossimo anno alla Scuola, così come molte altre artiste, per tenere corsi.

Altro indimenticabile ‘dulcis in fundo’, il Quilt, lavoro collettivo della Scuola, progettato (anche i superbi disegni originali dei blocchi), completato e quiltato magnificamente da Simonetta Zoppi, messo in riffa, è stato vinto dal n. 58, dalla nostra amica, Rita Navisse.

La Mostra Arte Morbida 2016si è conclusa con un festoso brindisi finale con tutti i presenti a festeggiare la buona, buonissima riuscita dell’evento. Affaticate ma contente, ringraziamo tutte e tutti quelli che ci hanno aiutato a portare a termine l’impresa. Da oggi la nostra vita di appassionate di Quilting sarà un po’ diversa, spero migliore, continuiamo così.

Intanto tanti auguri affettuosi e sinceri a tutti e mi scuso fin da adesso per errori ed omissioni, qualcuno le farà certo notare.
Tullia Ferrero a nome della Scuola Romana Quilting insieme a Emanuela D’Amico, Maria Luisa Marchioni, Simonetta Zoppi, Simona Ferrero che ha realizzato le foto che potete vedere qui di seguito e che insieme ad Amy ci ha aiutato nella traduzione dall’ Inglese.