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Irregolari contro le Regole: “Crazy quilt – Mania “

“Crazy” è un  aggettivo  e significa letteralmente  matto, folle, confuso lo aggiungo io.

Crazy applicato a un quilt? sembra strano , che cosa ci aspettiamo di trovare ? vediamo un esempio:  una mia cara amica direbbe “una gran caciara”, ma guardiamo più da vicino.

Una risposta solo descrittiva dice  che è fatto di pezzi irregolari ossia di diversa misura e qualità, messi insieme in ordine fantasioso, uniti tra loro con cuciture ricamate ( spesso per nascondere brutte cuciture, o buchi ) ma  la superficie di tutti i pezzi è abbellita da  un ricco repertorio di ricami  fantasiosi anche complessi,  Alcuni davvero particolari, con l’aggiunta di pezzetti di pizzo pregiati, bottoni e tutto quello che si vuole. Si usa di tutto, materiali casalinghi  conservati con cura e riciclati, cappotti, camicie e anche guanti; il ricamo spesso è eseguito con filo di lana anche grosso. Perché il crazy non è solo come si pensa  elegante e incomprensibile al primo impatto, si presenta anche povero e rozzo.

L’effetto primario è la sensazione di una  bellezza e ricchezza ma andando più a fondo  ogni “crazy quilt” presenta una peculiarità che riguarda e appartiene ala sua autrice, che vorrebbe  dire chi è, quello che ama, le sue memorie in un guazzabuglio di elementi diversi.

 

Come si arriva a immaginare e costruire  una struttura di quilt  di questo tipo? Si comincia dal quilt tradizionale naturalmente con i suoi blocchi i trapunti e le fodere. Mi piace pensare che mettere da parte le ‘buone regole del quilt, rappresenti una reazione forte, ragionata, alla tradizione e alle sue regole fisse, quasi obbligate  (spesso i crazy non sono nemmeno quiltati) e mi piace credere che significhi una ribellione a più di qualche secolo di tradizione.

Il picco della produzione di  quilt avviene nella seconda metà del XIX secolo : siamo in piena  era Vittoriana per la Gran Bretagna, dove si invitano le bambine alla gioia del cucito.  La Gran Bretagna ormai è  un Grande Impero che spazia fino all’estremo Oriente, e  negli Stati Uniti Abramo Lincoln  ha abolito la schiavitù e fatta approvare la Costituzione democratica. Lincoln verrà assassinato (succede spesso ai Presidenti degli Stati Uniti)Vittoria vivrà oltre i novanta anni (succede anche questo alle  Regine britanniche) lasciando di sé un’immagine di simbolo morale  di fedeltà, non solo al defunto marito, ma al suo  Paese.

Una digressione  storica che spero stimoli e non annoi.

 

Che fanno le donne in quel pezzo di secolo? Dove sono arrivate? L’emancipazione degli schiavi è servita anche a loro? Viaggiano e inventano. Parliamo di borghesi benestanti, con una buona educazione. In genere i quilt erano fatti da donne povere per quelle ricche che potevano pagarli, ma le povere continuavano  a farsi con fatica anche i propri, personali quilt che  erano una parte importante in  ogni corredo.

Il grande Impero portava ricchezza e  l’Oriente, l’Asia erano più vicini  e insieme alla ricchezza,  arrivavano la seta e  i velluti. Inghilterra e Stati Uniti erano uniti in molte cose importanti : una di queste era il quilting che le pioniere dalla Gran Bretagna avevano portato e diffuso dappertutto. E il crazy si diffuse non solo come una Moda ma come una gara tra le britanniche e le americane.

Ed ecco un buon modo di usare tutti i tessuti in grande, assoluta libertà,  il crazy offre una occasione fantastica e  uno stile, una tecnica per personalizzare il proprio lavoro.

 

Si può usare tutto, nastri , messaggi, memorie di amici e parenti, ricordi di vittorie sportive,  nastri, pezzi di abiti dismessi, ritratti, il tutto unito, tenendo conto dell’omogeneità dei colori ma non tanto e sempre,  vengono usate anche le stoffe novità come  il rayon e gli acetati che vengono commercializzati solo all’inizio del XX secolo.

Avviene nelle quilters che adottano il crazy una specie di rifiuto della tradizione che chiedeva che fosse tutto regolare e geometrico, il crazy diventa un’espressione di libertà rispetto alla tradizione, uno sforzo creativo che cercava di combinare diverse estetiche ma che alla fine cercava come sempre di vuotare la scatola delle pezze.  Quindi il crazy  soddisfa  quasi tutti, incorpora la tradizione, conservando  la disposizione dei blocchi (certo in un modo stravagante !)

Qualcuno l’ha descritto  come una pausa in una conversazione noiosa e il crazy era lo scoppio di una risata ( “faccio come mi pare!“). Ed erano brave, fantastiche innovatrici e creatrici di bellezza.

Il messaggio comunque era che il quilting non era più una cosa statica, ma dinamica aperta alle influenze che possono essere interpretate, cambiate e incorporate come parte dello sviluppo del quilting.

Basta guardare all’oggi , loro sono state l’inizio: molta tradizione è stata cambiata, si è evoluta. La tecnologia  ha aiutato. L’estetica crazy, giusto usare questo termine, e credo non sia stato facile cambiare così radicalmente,  coniuga e unisce : astrazione, asimmetria, irregolarità ecc., denota una vera ribellione,  apre la strada e anticipa la complessità di quello che verrà dopo, fino al Cubismo e all’Astrazione vera e propria ( due esempi : Picasso, Braque) Il radicale approccio al cambiamento si avvicina a quello dei pittori all’Impressionismo:  volevano anche loro spezzare col formalismo della rigida Arte accademica e se ne misero fuori.  Il crazy con le sue trasformazioni apre la strada al Modernismo  è un momento di passaggio irripetibile   a tutto il resto che verrà poi.

 

Devo confessare che non amo molto lo stile crazy, ma lo trovo interessante e utile e mi piace pensare  a quelle donne che lo praticavano,  alla fine del XIX secolo, oggi i loro lavori sono appesi nei Musei più importanti.  Penso che molte di loro  praticavano  Arti diverse e in piena libertà: per esempio  la  pittura,  la fotografia , per non parlare di quelle che scrivevano da sempre.

Possiamo ricordare i nomi di qualcuna di loro, che si sono dedicate  all’arte, alla politica : Marianne North  dipinge con grande eleganza (non è Turner, che è morto da poco) e precisione tutte le specie vegetali, i suoi quadri sono esposti in un Museo a Richmond GB, e Lady Ashton, la prima deputata del Parlamento inglese- conservatrice. Ce ne sarebbero un’infinità di altre anche negli USA.

Nasceva  una sensibilità particolare nei confronti della politica e in particolare quella che discuteva dell’emancipazione arrivava alla richiesta a gran voce di un diritto negato per secoli alle donne  : quello del voto, grazie a loro si arriverà al suffragio universale.

Che dire per finire, quello del Crazy è un momento del quilting che avrebbe bisogno di un esame più approfondito: io mi ci sono dedicata e credo di aver capito qualcosa, leggendo e cercando e questo è il risultato.

 

La prossima volta non so quando sarà, parleremo di primitivo, di inizi del quilting della voglia di dire qualcosa attraverso una tecnica, per esempio l’appliquè.

 

Tullia Ferrero

25 febbraio 2016

(letto al quilt bla-bla del 26 febbraio 2016 )