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“Il Pinocchio nascosto “ Incontro con Annamaria Brenti Venerdì 13 febbraio 2016

a brentiDue le cose che mi hanno colpito guardando i suoi Quilts e sono quelle citate nel titolo del resoconto dell’incontro che tenterò di raccontare.

E’ venerdì pomeriggio, la sala è già affollata e lei è già lì. Sottile, pallida,  gli occhiali  leggeri non nascondono gli occhi, i capelli lunghi sulle spalle sono leggermente mossi, il vestito chiaro è molto semplice  con una ricercata rifinitura dei bordi ricamati.  Il suo sorriso ti colpisce da subito, è cordiale, empatico, sincero. Ama parlare,  parla del suo lavoro, della sua vita,  l’uditorio numeroso della Scuola Romana Quilting  silenzioso e attento la segue.

Una vita girovaga, segnata da esperienze ,contatti, amicizie formative.

Negli Stati uniti molto a lungo, in Giappone, Svezia, Israele, in  Svizzera e  su tutto aleggia protettiva la Matematica : lavora e si ispira ai luoghi  dove vive, dove ha vissuto , senza mai dimenticare l’Italia,  Firenze “…dentro da la cerchia…”  (1) tutto in chiaro/scuro su seta bianca dove tutti i particolari dei motivi architetturali sono resi con un fitto trapunto con filo scuro, Strabiliante,  Assisi,  vista da lontano, con i mosaici che fanno la base della città : Orfeo che incanta le belve;  il Fontanone alle porte della Città,  le forniscono l’ispirazione per i suoi quilt,(, la pittura di Ambrogio Lorenzetti a Siena  (Il Buon Governo ) citato e riprodotto in seta,  così Paolo Uccello, le lepri della Battaglia di San Romano, motivo  che ritorna anche in uno dei suoi ultimi quilt ,quello con i cipressi, un’infinità di spunti dalla Storia dell’Arte e dalla sua Regione, la Toscana.

L’inizio negli Stati Uniti, è stata una principiante ed  ha avuto una Maestra. Indaga sui colori  gli abbinamenti del quilt tradizionale e scopre le stoffe. Impara come tutte dagli errori. Diventa una specialista del quilting tutto  a mano,  anche il trapunto,  soprattutto quello e che trapunto !  Diventa  subito brava e la chiamano ad insegnare,  negli States non può avere un contratto di lavoro e la pagano con le stoffe. Incontra il mondo Amish e da loro impara uno stile sobrio di colori forti. Studia e pratica il quilting in continuazione e sperimenta. (2)

Per commemorare  lo tsunami in Giappone, nell’ambito di un concorso internazionale contribuisce con un suo quilt dove inserisce elementi della cultura italiana, dedicato ai bambini che non dovranno mai più soffrire, versi di  Gianni Rodari e un piccolo Pinocchio ricamato in rosso. Sempre  pensando al Giappone crea “Il giardino zen” un luogo perfetto,  tranquillo dove regna l’equilibrio e che rappresenta un po’ lo scorrere della vita insieme alla ricerca di un’ascesi spirituale.

Una visita ad Israele, Jericho, quasi un pellegrinaggio,  un quilt tutto di foto. L’Egitto, il deserto ,le rocce, le Piramidi tutto l’affascina e lei  riproduce paesaggi, impressioni fuori del tempo, sempre collegate con le immagini dell’Arte antica,

Poi viene la Svezia e un soggiorno, freddo, nevoso; va ad abitare accanto al “Giardino dei Matematici” . Dalla Matematica , dai suoi teoremi, dai suoi teorici  (è lei stessa laureata  in Matematica e sposata ad un Matematico) trae spunti felici.

Il teorema di un matematico francese del 17°secolo, Pierre de Fermat (3), risolto poi solo ai nostri giorni dall’Inglese Andrew Wiles , riesce a tradurlo in un grande Quilt lavorato sia sul davanti che sul dietro,. Il Quilt è stato donato e oggi è visibile all’Università di Gerusalemme, all’istituto di Matematica intitolato ad Albert Einstein. I nomi dei  due scienziati sono ricamati come le date delle loro scoperte. Un quilt commemorativo, qui sono state usate stoffe di seta e i pezzi di patchwork,  i più piccoli misurano dai 2 ai 3 millimetri.

Passano sul video del Laboratorio della Scuola le immagini di altri quilt , accompagnati da un fiume di parole che li vuole illustrare e spiegare e mentre ancora si sta riflettendo su quello che si è appena visto, ti passa davanti un’altra meraviglia.

I fiori e la Matematica, tre pannelli con fiori pensando a Della Robbia, il grande ceramista del Rinascimento italiano, un intarsio dove ad interrompere il fiore, reso mirabile dall’uso di stoffe di seta che gli danno volume,  formule e teoremi resi col trapunto bianco su blu.

Che dire ? Potrei continuare per altre pagine e di più,  si sente il bisogno di approfondire; il suo curriculum è pressoché infinito, ma credo che a questo punto potrei dare un buon consiglio, andate a guardare sulle pagine on line (you tube ) dedicate ad Annamaria Brenti,  anche solo alcuni dei suoi Quilt ,  state attentissime ai particolari. (4)

Il lavoro di Annamaria Brenti proclama il trionfo dell’Arte tessile illustrata in tutte le sue possibilità per rappresentare il mondo che ci circonda, le persone, gli oggetti, senza dimenticare, perdere  la Poesia che  c’è in ogni cosa, in ogni ricordo , in ogni emozione vissuta.

Sono convinta che Annamaria abbia  lasciato un segno profondo nel pubblico presente venerdì pomeriggio alla Scuola Romana Quilting e io stessa sento di essere stata fortunata a partecipare non solo con gli occhi e di aver fatto un bel passo avanti nella mia conoscenza dell’Arte del Quilting.

Grazie Annamaria, a presto.

NOTE

(1) Citazione da Dante Alighieri : Paradiso

(2) mi ha molto colpito il fatto che quando nomina il sostantivo quilt  lo dice al femminile, la quilt,  come diremmo noi l’imbottita, la coperta. Noi invece siamo abituate a usare il  termine al maschile.

(3) Il Teorema o congettura di Pierre de Fermat ha avuto bisogno che passassero  quattro secoli per la sua soluzione. Il teorema è stato risolto ai giorni nostri e spunta  raccontato in Romanzi e fiction, citato anche nel famoso cartoon “I Simpson” per esempio.

(4) consiglio un bel documentario su YouTube, dove troverete quasi tutto di Annamaria Brenti . Il titolo: “dentro da la cerchia antica..”, un omaggio al  Rinascimento italiano, Firenze, Siena,  Perugia e i fiori di Gentile di Fabriano.  La Mostra  a Palazzo Rospigliosi a Zagarolo.

Facile da trovare.