Un pomeriggio speciale

Sabato, difficile non avere un programma,non avere che fare. Roma è affollata da dimostranti dell’unità e rivincita sindacale, e i locali della Scuola Romana Quilting di via Assisi sono aperti e allettanti oggi più che mai.

Oggi ospitiamo Maria Teresa Sansotta dell’Associazione AD MAIORA di Verona. E’ venuta fin qui per noi, non l’hanno spaventata la confusione e la disorganizzazione di questa grande città.

Ci ha parlato della sua Associazione, vera di nome e di fatto,un luogo dove si fanno molte cose e del significato di farne parte. Si fa Arte a tutti i livelli: cucito creativo, quilting, sperimentazioni tessili, maglia e uncinetto,da professioniste, per tutti i gusti.

Un ambiente creativo, molto creativo, e secondo me qualcosa conta là dentro, che lei ci sia, quella signora minuta dai lunghi capelli scuri e gli occhi brillanti.

Lei ci crede nell’Associazione, nella solidarietà, nell’empatia e solidarietà tra le donne.

Ci ha parlato e ha fatto conoscere le varie attività che si svolgono all’interno di AD MAIORA e delle possibilità che ci sono, basta partecipare.

Mi viene in mente una massima,no è il verso di una canzone “… la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione…”.

Certo il collante di un’Associazione è l’intento comune, spesso la voglia di uscire dalla solitudine nella quale, parlo per me perché mi succede in questi anni, ci si crogiola.

Allora dice Sansotta che c’è di meglio del cibo, cucinare per tutte e tutti, così creare all’interno una comunicazione davvero tangibile e far nascere la voglia di rimanere. Quelli a casa si arrangino, il frigo è pieno.

Una pausa nel corso di una giornata dedicata al cucito per stare davvero vicine, comunicare e conoscersi.

Brava Sansotta, non sei originale, ma non è un appunto. Nei club per il cucito nel sud dell’Inghilterra, che ho frequentato molto, si rimane lì per tutto il giorno e ci si organizza, non solo per il the tradizionale ma per il pranzo. Questi punti di riunione possiedono tutti una cucina attrezzata. Ma si chiede troppo?

Antonietta per esempio è d’accordo: ”…allora io porto la porchetta!”. Spuntano due vassoi di frappe e castagnole, è Carnevale?

Una risata generale smorza i dubbi. E perché no?

Una cucina, un frigorifero, qualcosa di caldo o di fresco per tutte. Roma è una città grande e veniamo quasi tutte da posti lontani, ma i tempi nell’intera giornata, si possono dilatare così la nostra Associazione diventa più raggiungibile, senza dover andare e tornare in poche ore, prendersela comoda e mangiare fuori, qui lo spazio c’è.

Torniamo al serio, all’impegno, Maria Teresa ci racconta dellaCoperta di Giulietta un’iniziativa delle donne e concordata con il comune di Verona.

(il progetto originale, da cui partono iniziative collegate in molte città italiane, parte da Brescia con VIVAVITTORIA nel 2015, se volete approfondire l’iniziativa cliccate QUI)

Il risultato: l’8 marzo, piazza Bra con lo sfondo dell’Arena si è improvvisamente colorata grazie alle coperte di lana, tutte uguali, realizzate a Verona e provincia per sostenere la campagna contro laviolenza alle donne. Le coperte sono state vendute, tutte, e il ricavato devoluto alla Casa di Petra, un luogo di accoglienza per donne e bambini maltrattati.

Che dire, si passa dalla pancia al cuore non senza emozione! Non vi voglio infastidire con ricordi, ma non posso non ricordare, perché ne ho l’età e fu un momento simbolico di ribellione collettiva importante. Intorno alla fine degli anni ’80, mentre l’Aids mieteva vittime, negli USA fu realizzata una immensa coperta, il NAMES Project AIDS Memorial Quilt, conosciuta in Italia come coperta dei nomi, in memoria delle persone morte a causa di quella terribile malattia. Le coperte unite insieme a formare un unico quilt portavano i nomi, delle vittime, ricamati dai loro familiari. Ancora oggi è considerata l’opera artistica collettiva di maggiori dimensioni al mondo. Il progetto esposto a Washington davanti al Campidoglio, era composto da 38.000 pannelli, quasi due campi di calcio e fu candidato al Premio Nobel per la pace.(1)

viva vittoria

Viva Vittoria (Verona)

Project Aids Memorial Quilt

Che pomeriggio ricco davvero. Alla fine, siamo un po’ stanche e pensierose. Speriamo che qualcosa nasca da questo incontro, un collegamento tra quel nord e questo quasi sud all’insegna della comunicazione per fare e migliorare, che non si perda la voglia e la volontà di andare avanti e far meglio.

Eccoci qui tutte schierate, ma siamo tante!? Una bella foto di gruppo con lo sfondo dei nostri lavori più belli, vai Anna Lisa, un bel click,ce lo meritiamo.

Ringrazio tutte a nome della Scuola Romana Quilting per la partecipazione, anche solo attraverso i social e più di tutte la nostra amica Maria Teresa Sansotta, per il messaggio positivo e l’incoraggiamento a continuare.
A presto, ci vediamo a Verona!

Tullia Ferrero

(mi scuso del ritardo con cui pubblico, ma un brutto raffreddore, mi ha bloccata, adesso va meglio)

(1)il tema delle coperte è stato affrontato nel documentario Premio Oscar Common Threads: Stories from the Quilt, diretto e prodotto
da Rob Epstein con la voce narrante di Dustin Hoffman. Progetti
simili si sono susseguiti negli anni anche per altre battaglie contro la
malattia di Huntington, il cancro al seno e per ricordare le vittime della
tragedia delle Torri del 2011.