Incontriamo Pia Puonti

Tra una settimana, per la precisione il 6 aprile, incontreremo alla Scuola Romana Quilting Pia Puonti per una giornata
speciale tutta dedicata a lei, l’artista delle “trasparenze”.

 Pia sarà finalmente tra noi per illustrare ed insegnare, a tutte le fortunate che
parteciperanno le sue tecniche ispirate ai colori.

Qui i dettagli del corso

 

Abbiamo fatto con lei una bella chiacchierata, quasi un’intervista e Pia amabilmente si è raccontata.

Cara Pia ormai sei di casa a Roma e stavolta verrai fin qui per cederci un po’ della tua arte, per noi un bell’ inizio, per te?

Certo, sono felice di avere un’occasione per venirvi a trovare e passare un po’ di tempo lavorando insieme!   

Se fossi costretta a scegliere tra i tuoi lavori, quale tra i tanti realizzati nel tempo eleggeresti a tua immagine?

Direi che i miei lavori “verdi” mi rappresentano meglio degli altri. Credo sia quello il colore di partenza al quale mi ispiro.  

Conosciamo bene il tuo punto di arrivo ma da cosa hai cominciato e quando, ti va di ricordarlo?

Ho sempre amato la stoffa, i colori una vera passione da sempre. Mia madre è stata la mia maestra perché mi ha insegnato a tessere, già quando ero bambina, e vedere nascere la stoffa, tirarla fuori da un telaio e tenerla tra le mani, era una meraviglia per me! 

Poi sono arrivati il patchwork e il quilting.

Quando vivevo negli Stati Uniti, negli anni ’60 e ’70 ho visitato musei e guardavo ammirata quei quilt centenari, antichi, e volevo tanto imparare a crearli. Ho dovuto aspettare parecchi anni, finché ho lasciato il lavoro nel mondo della moda, che mi assorbiva totalmente e mi sono trasferita in Italia.

Ho imparato con fatica, facendo tanti sbagli, ho studiato le varie tecniche di patchwork attingendo gran parte delle conoscenze dai libri americani. Così ho imparato anche a trapuntare prima sempre e solo a mano, poi a macchina. Ed eccomi qua.   

Ha contato per te essere nata e appartenere a quello che oso chiamare, in modo molto restrittivo, il mondo del Nord?

”…dalla Scandinavia con amore”, mi pare appropriato.

Vivi, lo sappiamo, da tanto in Italia, ma non hai dimenticato, vero?

Il mondo del Nord, dove sono nata e cresciuta, credo, continua a influenzarmi in vari modi; siamo tutti prodotti della nostra propria cultura, quella che appartiene al posto dove siamo nati. Penso che tutto quello che riesco a creare abbia sempre un po’ di sapore nordico.  E’ difficile dimenticare i luoghi magici del Nord;  quando arriva luglio, ci torno, vado alla mia casa estiva, e ritrovo il lago, l’isola, i boschi con i loro richiami.

Guardarti accanto ad un tuo quilt esposto si sente che tra quelle stoffe c’è un contatto profondo, il tuo contatto col mondo e con la natura e si sente il tuo amore per tutto quello che ti vive intorno.

Penso che sia naturale. Ognuno di noi è ispirato, da quello che sente dentro. Il rapporto profondo con la natura è essenziale per me, e mi sento fortunata e felice di poter vivere dove risiedo ormai da anni, un luogo bellissimo, a Montereale Valcellina, in provincia di Pordenone. Dalle finestre vedo le montagne, posso coltivare il giardino, l’orto e gli alberi di frutta. L’ispirazione creativa non mi manca se guardo questo paesaggio tutto intorno!   

Ami le geometrie ma com’è il tuo rapporto con il disegno?

Amo il disegno e le geometrie, me ne servo da sempre. Mi sono serviti nel lavoro della moda. Il disegno è l’inizio di ogni mio lavoro, anche se certe volte è soltanto un semplice schizzo buttato giù velocemente.  Seguo con interesse l’Arte grafica, mi serve nella realizzazione dei miei lavori, mi ha sempre ispirata più che ogni altro tipo di pittura.

Puoi descriverci un momento della tua vita in cui ti sei sentita particolarmente ispirata: un’opera d’arte, la Musica forse?

La musica, sì?  Una vera passione!  Tutti i miei lavori nascono con lo sfondo dei grandi classici; la quiltatura a macchina va meravigliosamente con Paganini.   

Una tecnica come la tua è fatta di precisione, anche di fatica, c’è un momento in cui dici: “…sono soddisfatta”.

Sì, di solito sono soddisfatta con il risultato del lavoro, però sono stanca,  devo prendere le distanze e allora l’arrotolo e la tengo da parte lontana dagli occhi!   

Successi e premi, non starò qui ad elencarli, ma ti posso chiedere qual è la tua più bella conquista, il riconoscimento che ti ha reso più felice?

E’ sempre bello  ricevere un riconoscimento per il proprio lavoro, anche se non è mai il mio motivo per partecipare ai concorsi. E’ stato una grande sorpresa e onore essere premiata in Val d’Argent, 3 anni fa, per  il mio quilt “Citrus”.          

Ancora un’ultima domanda un po’ birichina, qual è l’ultimo film che hai visto o un libro che ti è piaciuto molto?

Mi piace rilassarmi davanti alla televisione guardando un film. Di solito non riesco quasi mai a vederlo per intero senza addormentarmi. Le mie giornate sono lunghe e dense di lavoro e trovo il tempo per rileggere un libro che è quasi un film: “My name escapes me” di Alec Guinness, l’autobiografia di un famoso attore.

So che sei una Signora molto riservata e parli raramente di te, perciò desidero ringraziarti di queste tue risposte così dirette.

Potremo parlare ancora e di tanti altri argomenti ma qui possiamo chiudere soddisfatti. Però non finirà qui continueremo a parlare di Pia Puonti e del suo lavoro prima e dopo il 6 aprile prossimo quando sarà con noi…